Nikon Analogico Usato

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NIKON F65 + 28/80 F 3.5-5.6

 

Andiamo con ordine. La F65 è una reflex autofocus con innesto Nikon F, che usa due batterie al litio CR2 da 3V. Adopera la solita pellicola 24×36 (la presenza di un sensore ad infrarossi inibisce l’uso di pellicole ad infrarossi) e nasce per essere utilizzata con le ottiche Nikon di ultima generazione: cioè quelle di tipo AF-G (prive di ghiera del diaframma), o AF-D.

Le limitazioni che sorgono affidandosi ad altre versioni delle ottiche Nikon sono numerose e ben dettagliate nel manuale. Ci sono varie tabelle che indicano “cosa succede montando cosa”, in linea di massima bisogna tenere a mente che con ottiche AF-G e AF-D funziona tutto al meglio (con le AF-D bisogna chiudere il diaframma al minimo sull’ottica e regolarlo solo dal corpo macchina), mentre con le altre ottiche (le AI, o le AF prive di CPU) si hanno delle limitazioni che riguardano, a seconda dei casi, l’autofocus, l’esposimetro (o non funziona, o funziona in Matrix “semplice” e non in “Matrix 3D”, cioè considerando anche la distanza dal soggetto), l’esposizione (possibile solo in manuale). Stesso dicasi per l’esposizione con il flash (il Matrix Balanced Fill Flash è disponibile solo con ottiche AF-D e AF-G): anche qui, occhio alle tabelle per evitare sgradite sorprese.

Insomma, se avete solo ottiche recenti nessun problema, ma se pensate di inserire una F65 in un corredo Nikon già corposo e con qualche annetto sulle spalle, verificate bene le compatibilità.

L’esposimetro funziona solo in modalità Matrix (con lettura della luce in sei zone), e passa automaticamente in modalità media a prevalenza centrale quando si espone in manuale: c’è un cerchietto nel mirino che indica la zona che l’esposimetro tiene in maggiore considerazione (75%) nell’analizzare la luce. Nikon la definisce una media ponderata al centro, ma se l’avesse chiamata lettura semispot nessuno si sarebbe scandalizzato.

L’autofocus si basa sul sensore Multi Cam900, con cinque sensori a croce, ben visibili nel mirino. Funziona in modalità servo: non si può scattare quando il soggetto non è a fuoco. Quando il soggetto è immobile, tenendo premuto a metà il pulsante di scatto si blocca la messa a fuoco. Se il soggetto inizia a muoversi, il sistema passa in modalità AF continua, e cerca di inseguire il soggetto mantenendolo a fuoco.
In generale, l’AF è abbastanza veloce: non è un fulmine di guerra ma per un uso generico va più che bene. Ovviamente, va in crisi se lo puntate contro una parete bianca o qualunque superficie uniforme o priva di contrasto. In tali casi si attiva un illuminatore ausiliario per agevolare il sistema. Con molti zoom, alle brevi distanze l’illuminatore ausiliario non va utilizzato, come il manuale chiaramente informa (altra tabella). Si può comunque disattivarlo con un pulsantino posto sul davanti della fotocamera.
Lo stesso pulsantino, se azionato insieme alla rotella di selezione, consente di scegliere quale sensore AF utilizzare: tutti e cinque (in questo caso la macchina focheggia sul soggetto più vicino) oppure uno in particolare.
Il flash incorporato ha NG 12 per pellicola da 100 ISO, e copre fino all’angolo di campo di un 28mm. Offre la sincronizzazione sui tempi lenti e sulla seconda tendina, con e senza il prelampo per attenuare gli occhi rossi.
L’otturatore ha tempi da 30 secondi a 1/2000, oltre alla posa B. Il sincro flash è 1/90, valore accettabile ma non certo da primato della categoria (ad esempio, la Minolta 5 e la Pentax MZ-6 arrivano a 1/125). Il motore arriva a scattare 2.5 fotogrammi al secondo.
Il mirino della F65 è piuttosto buono: anche con il 28-80 in dotazione è più che dignitoso a 28mm, mentre diventa davvero buio a 80mm, quando ormai la luminosità dell’ottica è f/5.6. Comunque, montando ottiche più luminose, la visione si è rivelata abbastanza chiara e nitida. Da notare che è dotato di correzione diottrica. Copre l’89% del campo inquadrato, che a quanto ci risulta è il valore più basso tra le fotocamere di questa categoria (ad esempio le Pentax coprono il 92%): siamo ai livelli della Zenit 122 PK…
Gli schermi di messa a fuoco non sono intercambiabili, né è presente la comoda soluzione, vista sulla F80, del mirino reticolato elettronico a comparsa. Le informazioni presenti all’interno sono numerose, complete ed abbastanza visibili anche in luce piena.
La F65 non consente di impostare manualmente la sensibilità della pellicola: con pellicole non DX si imposta automaticamente a 100 ISO, a differenza delle concorrenti che consentono anche l’impostazione manuale, e questo può essere un grosso limite.
Inoltre, non offre il blocco della lettura esposimetrica.

1 ANNO DI GARANZIA !!!

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